LA
ROSA DEI VENTI....

I mieli uniflorali della Toscana
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| IL
MIELE COS'E' |
IL
MIELE COME APPARE |
-
per
le piante è il prezzo da pagare alle api per
farsi impollinare
-
per le api è solo una scorta di
cibo
-
per
luomo è una .... goduria!
-
per
la legge è la sostanza zuccherina elaborata
dalle api mellifere, a partire dal nettare dei fiori
o dalla melata.
NON
è MIELE
se è prodotto da altri insetti o a partire da altri
prodotti zuccherini.
Inoltre nessuna sostanza può essere aggiunta o
sottratta al prodotto delle api. |
Il
miele, appena estratto dai favi, si presenta liquido,
poi, a seconda della sua composizione, può trasformarsi
in tempi più o meno lunghi.
Se cè una netta predominanza del fruttosio
sul glucosio, rimarrà sempre liquido, o tutt'al
più fluido, come il miele dacacia, di castagno
o di melata.
Se invece è molto ricco di glucosio tenderà
a diventare solido, cioè a cristallizzare, come
avviene nella maggior parte dei mieli.
Dunque la cristallizzazione è un processo naturale. |
| IL
MIELE CHI LO FA E PERCHE' |
COME
SI CONSERVA |
Il
MIELE è un prodotto cooperativo: la
materia prima la forniscono le piante e la
mano dopera le api.
Infatti lapicoltore si limita a trasferirlo dallalveare
al barattolo.
Le api, come ogni lavoratore che si rispetti, hanno bisogno
di proteine e di zuccheri: le proteine vengono assunte
dal polline, mentre gli zuccheri da nettare e melata.

Ma in inverno, quando non ci sono fiori, come fanno? Niente
paura: le api aprono la dispensa e consumano
le scorte di polline e miele raccolte nella buona stagione.
Lapicoltore sfrutta questa loro tendenza ad accumulare
scorte fornendo alle api dei magazzini molto grandi e
superiori alle loro necessità, cioè tanti
melari pieni di favi da riempire il più possibile.
A fine stagione avviene la divisione del bottino: una
parte rimane alle api come scorta per linverno,
il superfluo finisce in barattolo per il nostro godimento. |
Il
miele è un po come lolio: fresco è
meglio. Quindi è buona regola non conservare il
miele per un tempo troppo lungo.
In realtà si tratta di fare come fanno le api,
ovvero ogni anno rinnovare la riserva.
Il miele non è un prodotto deperibile nel senso
che va a male e tanto meno che può
presentare problemi per la salute: sono stati trovati
residui di miele in vasi di tombe egizie ancora mangiabili,
si fa per dire.
E che col tempo va incontro a due rischi che ne
snaturano doti e pregi.
Il primo è linvecchiamento: è come
se caramellasse perdendo fragranze e aromi;
inoltre avviene una trasformazione della composizione
zuccherina analoga a quella che avverrebbe scaldandolo
ad alte temperature o cuocendolo.
Il secondo rischio cui va incontro è la fermentazione.
Anche in questo caso non cè nessun pericolo
per la salute, ma ne deriva unalterazione del gusto
che rischia di renderlo poco gradevole.
La fermentazione può dipendere da un naturale tasso
di umidità eccessivo, tipico dei mieli autunnali
o di quelli mieli prodotti precocemente in primavere piovose.
Ma può anche dipendere da unerrata modalità
di conservazione o da un processo di cristallizzazione
difettoso.
Infatti può capitare che nel barattolo la parte
acquosa si separi dalla parte cristallizzata
e si formi un vero e proprio colletto liquido
da dove può partire il processo di fermentazione
che può presentarsi proprio con bollicine o addirittura
con schiuma superficiale.
Le condizioni migliori di conservazione sono le stesse
dellolio: poca luce e temperatura fresca. Quindi
la cantina è il posto migliore dove riporre le
scorte. |
| COME
E' COMPOSTO |
|
Nel
miele troviamo essenzialmente glucosio e fruttosio associati
a quantità minime di acidi organici, sali minerali,
enzimi, aromi e tante altre sostanze, come le vitamine,
per lo più in tracce.Questa composizione lo rende
un alimento unico e del tutto particolare.
Fino a oggi sono state identificate nel miele oltre 300
sostanze diverse che in grna parte dipendono dalla composizione
del nettare o della melata da cui il miele deriva.
I principali costituenti sono gli zuccheri (carboidrati
75-80%) e lacqua (16.5-18.5 %). |
| IL
MIELE COME SI DICE: IL MIELE O I MIELI ? |
COME
SI SCEGLIE |
|
Dal
momento che sono solo le api a scegliere il pascolo e
le stagioni a determinare la scalarità delle fioriture,
ne consegue che ogni alveare farà un suo
miele che non solo risulterà diverso da quello
degli altri alveari dell stesso apiario, ma anche differente
di anno in anno.
Quindi non esiste il miele, ma una varietà
infinita di mieli che differiscono fra loro per una gamma
illimitata di particolari e specifici per sapore, aroma,
colore e consistenza.
Lapicoltore, quando raccoglie i favi degli alveari
di un apiario, li smiela tutti assieme in modo da uniformare
le piccole differenze.
In questo modo il miele prodotto rappresenta una fotografia
del luogo visitato dalle api, con tutti i sapori e gli
odori tipici della vegetazione presente.
E per questo che mangiare miele è come nutrirsi
anche delle sensazioni che emanano dal bosco, dal prato
o dal paesaggio dove è stato prodotto quel miele.
E
dal momento che la Toscana ha boschi stupendi, prati meravigliosi
e il paesaggio più bello del mondo, bé,
anche i mille mieli toscani non sono da meno!
Insomma, un barattolo di miele è meglio di unagenzia
turistica: ti fa viaggiare col pensiero anche a tavola. |
Poiché
un miele dipende dalla sua origine botanica, potrà
essere costituito in prevalenza da una sola fioritura
oppure essere un cocktail naturale di mille nettari o
melate.
Si parla dunque di mieli uniflorali se provengono principalmente
da una particolare fioritura o melata, mentre si parla
di millefiori quando invece nessuna origine prevale sulle
altre.
E evidente che se per mezzo di analisi di vario
tipo i mieli uniflorali possono essere caratterizzati
con una certa precisione, per i millefiori ciò
non è ovviamente possibile.
Questo però non vuol dire che il miele uniflorale
sia migliore.
I mieli uniflorali vanno visti come fossero una bussola
del gusto: indicano direzioni precise verso cui orientarsi.
Ma fra un punto cardinale e laltro ci sono mille
barattoli dei mieli millefiori non meno gustosi.
Non esiste quindi un miele più buono di un altro,
ma uno che piace più di un altro.
Inoltre dipende dalluso che se ne vuol fare: a seconda
dellaccostamento con altri cibi e bevande dovremmo
scegliere mieli differenti.
Insomma mille mieli per mille gusti e per mille usi diversi. |
| COM'E'
IL PRODOTTO |
COM'E'
COMPOSTO |
|
Il
miele deriva dal nettare e dalla melata raccolti dalle
api.
Il nettare è un liquido zuccherino derivato dalla
linfa dei vegetali ed è costituito essenzialmente
da acqua e da tre zuccheri, saccarosio, glucosio e fruttosio.
Come il nettare, anche la melata deriva dalla linfa delle
piante, ma è prodotta in seguito allintervento
di insetti che succhiano la linfa dalle foglie e dai rami
teneri.
Questi insetti trattengono solo alcune sostanze nutrienti
mentre il liquido in eccesso, contenente prevalentemente
zuccheri, si deposita in gocce dolcissime sulla superficie
delle foglie. Questa è la melata che viene raccolta
dalle api e da altri insetti come vespe e formiche. |
Nel
miele troviamo essenzialmente glucosio e fruttosio associati
a quantità minime di acidi organici, sali minerali,
enzimi, aromi e tante altre sostanze, come le vitamine,
per lo più in tracce.Questa composizione lo rende
un alimento unico e del tutto particolare.
Fino a oggi sono state identificate nel miele oltre 300
sostanze diverse che in grna parte dipendono dalla composizione
del nettare o della melata da cui il miele deriva.
I principali costituenti sono gli zuccheri (carboidrati
75-80%) e lacqua (16.5-18.5 %). |
| COME
SI SCEGLIE |
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Poiché
un miele dipende dalla sua origine botanica, potrà
essere costituito in prevalenza da una sola fioritura
oppure essere un cocktail naturale di mille nettari o
melate.
Si parla dunque di mieli uniflorali se provengono principalmente
da una particolare fioritura o melata, mentre si parla
di millefiori quando invece nessuna origine prevale sulle
altre.
E evidente che se per mezzo di analisi di vario
tipo i mieli uniflorali possono essere caratterizzati
con una certa precisione, per i millefiori ciò
non è ovviamente possibile.
Questo però non vuol dire che il miele uniflorale
sia migliore.
I mieli uniflorali vanno visti come fossero una bussola
del gusto: indicano direzioni precise verso cui orientarsi.
Ma
fra un punto cardinale e laltro ci sono mille barattoli
dei mieli millefiori non meno gustosi.
Non
esiste quindi un miele più buono di un altro, ma
uno che piace più di un altro.
Inoltre
dipende dalluso che se ne vuol fare: a seconda dellaccostamento
con altri cibi e bevande dovremmo scegliere mieli differenti.
Insomma
mille mieli per mille gusti e per mille usi diversi.
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